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  Alberto Graziani

 

INTRODUZIONE   ALL’ INFORMAZIONE  ED

ALLA  DIVULGAZIONE SCIENTIFICA

 

Saggi e Studi di Pubblicistica

ROMA 

©(Tutti i diritti riservati)

 Sommario:

 

Premessa

      La comunicazione scientifica, nella sua accezione piu’ vasta, ha sempre avuto nel tempo proprie caratteristiche, come atto di scambio e di diffusione nell’ambito della comunita` scientifica dei risultati acquisiti e delle scoperte raggiunte, al fine di facilitarne e di consentirne il coordinamento per ogni ulteriore progresso nei rispettivi rami di ricerca.  A questa funzione primaria, se ne aggiunge una seconda non meno importante, che e` quella della divulgazione scientifica, diretta a raggiungere con un linguaggio piu` semplice un pubblico molto ampio, con caratteristiche culturali disomogenee, come quelle che possono riscontrarsi nel mondo politico, nel mondo industriale, in quello della scuola e cosi` via.

      Si tratta di due processi comunicativi che non si contrappongono, ma che trovano un alto momento di sintesi nelle piu` moderne ed avanzate organizzazioni sociali, quando la ricerca scientifica, l’istruzione universitaria, lo sviluppo tecnologico, economico e sociale, debbano integrarsi in programmi politici complessi e coerenti sul piano nazionale e internazionale.  Infatti, l’informazione scientifica in senso stretto, svolge un ruolo insopprimibile a livello mondiale per tutta la comunita` scientifica, mentre e` altresi` irrinunciabile il ruolo della divulgazione scientifica, come strumento d’informazione e di coinvol-gimento del grande pubblico, ai fini di un equilibrato sviluppo di una cultura comples-siva delle varie componenti sociali.

     Per raggiungere gli obiettivi della informazione e della divulgazione scientifica sono state sviluppate e perfezionate le tecniche piu` opportune, con particolari formule di linguaggio e con l`utilizzo di specifici mezzi in base alle caratteristiche dei gruppi e del pubblico da raggiungere, ma che tuttavia rientrano negli schemi della metodologia generale di ogni processo dell’informazione e della comunicazione.

      L’analisi, pertanto, degli aspetti piu` specifici della informazione e della divulgazione scientifica partirà da una sintetica esposizione della teoria generale, per consentire al lettore di familiarizzare con alcuni termini ed avere nel contempo una idea storico-evolutiva delle tecniche e degli strumenti utilizzati dalla informazione del contingente o dell’attualita` e dall’informazione del non contingente, che è quella  dei processi educativi.  

 

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Soggetti, contenuti e mezzi ( Teoria generale della informazione e della comunicazione)

     Informazione e comunicazione sono due termini complementari tra loro per individuare il momento dell’informare, come capacita` di esprimere un sentimento, un ragionamento,una immagine attraverso la lingua parlata, uno scritto, un disegno e il momento del comunicare, quindi del mettere in comune con uno o piu` soggetti quanto si e` creato. Il comunicare presuppone l’atto creativo del formare, dell’estrinsecare qualcosa al di fuori di noi stessi, mentre l’informazione senza il successivo passaggio della comunicazione rimarrebbe un atto non concluso, riferibile all’unico soggetto che lo ha prodotto. Colui che attiva un processo di informazione e di comunicazione viene definito Soggetto promotore, sia esso un singolo o un gruppo di persone ( Societa` commerciale, Partito politico, Istituzione religiosa,ecc.).

       Il Soggetto promotore puo` essere responsabile solo dell’informazione (giornalista, scrittore, disegnatore,fotografo,teleoperatore, regista, ecc.) o solo della comunicazione ( casa edistrice, stazione radiofonica, rete televisiva, casa cinematografica, ecc.) o di entrambe le fasi ( Es.: giornalista, proprietario del giornale su cui scrive).

       Il Soggetto promotore definisce gli obiettivi della sua attivita` di informazione e di comunicazione, individua il pubblico di riferimento, determina le risorse umane, le risorse finanziarie, gli strumenti necessari e stabilisce le modalita` di attuazione nel tempo e le aree geografiche di distribuzione.

       Al fine di inquadrare i Soggetti promotori in aree professionali omogenee, sono state definite le seguenti attivita`:

                          -         informazione dell’attualita` o giornalismo (stampa quotidiana e periodica, informazione 

                                radiofonica, televisiva, on line, ecc.);

                          -         propaganda politica e ideologica (campagne elettorali, manifestazioni,ecc.);

                          -         pubblicita` commerciale;

                          -         pubbliche relazioni;

                          -         comunicazione pubblica e istituzionale;

                          -         documentazione.

Questa classificazione ha un carattere puramente indicativo e, normalmente, e`possibile che vengano utilizzate dal Soggetto promotore piu`generi di attivita` per il conseguimento degli obiettivi prefissati. 

Quanto viene comunicato e` definito Contenuto.

       Il Contenuto rappresenta il punto d’incontro tra il Soggetto promotore ed il soggetto cui l’informazione e` destinata, che viene denominato Soggetto recettore. Il Contenuto deve essere espresso con modalita` formali comprensibili dal Soggetto recettore (lingua parlata o scritta, linguaggi specialistici, codici, ecc.) e adeguate alle varie fasce culturali. Il Contenuto, se riferito alle attivita` sopra elencate, ha caratteristiche contingenti, ovvero legate alla novita` ed alla tempestivita`, ed esprime opinioni su persone o accadimenti del momento

       Il Contenuto deve essere diffuso con strumenti che, in rapporto alla sua novita` e tempestivita`, possa raggiungere efficacemente il pubblico cui e` destinato (i risultati del campionato di calcio o i dati della Borsa sono pubblicati sulla stampa quotidiana; gli atti di un convegno su una rivista trimestrale).

      Gli Strumenti o Mezzi  di comunicazione possono rivolgersi ad una o piu` persone, ad un gruppo, ad un pubblico o ad una quantita` ancora piu` grande e indifferenziata, la cosiddetta massa (mass media).

      Quando il contenuto non e` strettamente legato all’attualita` e deve essere diffuso tra un numero delimitato di recettori, possono essere utilizzati strumenti come le lettere personali, i convegni, le conferenze, le riviste specializzate.

      Quando invece sono prevalenti gli aspetti di novita`e tempestivita`, nonche` di genericita` e di vastita del pubblico, occorrono strumenti piu` veloci e a grande diffusione, che abbiano un ritmo di pubblicazione-uscita settimanale o quotidiana (stampa periodica), o una periodicita`ancora piu` veloce, ovvero piu` edizioni nell’arco della stessa giornata (telegiornali) o nell’arco dell’ora (bollettini radiofonici sulla viabilita`).   

      Come e` facile rilevare, esiste un rapporto diretto tra informazione dell’attualita` e periodicita` del mezzo. Alle maggiori possibilita` di aggiornamento delle notizie, corrisponde una piu` ravvicinata frequenza di pubblicazione/trasmissione del mezzo. Mentre esiste un rapporto inversamente proporzionale tra l’approfondimento delle notizie e la frequenza di pubblicazione/trasmissione del mezzo. Infatti, una informa-zione piu` dettagliata ed esauriente necessita di tempi di lettura o di visione piu`lunghi (riviste illustrate) e di una fruibilita`(settimanali, mensili)  che non venga ad accavallarsi con le informazioni successive.

       Contenuti e Mezzi sono cosi` strutturalmente connessi che a volte ci si chiede se sia il contenuto dell’informazione a condizionare lo strumento o se, invece, sia il mezzo ha determinare il messaggio. Qualunque sia l’interpretazione, sta di fatto che ad alcuni contenuti corrisponde l’utilizzo di determinati strumenti e il non tener conto  delle peculiari caratteristiche di ciascun mezzo ha causato spesso gravi delusioni, soprattutto sul piano economico.

      Altra cosa da non confondere con le peculiarita` del Contenuto sopra descritte, sono le materie trattate. Le notizie vengono infatti raggruppate in rubriche, come: politica interna, politica estera, cronaca, sport, cultura e spettacolo, economia e finanza, scienza, ecc., cui corrispondono le redazioni specializzate di ciascun mezzo (giornale quotidiano, TG, GR).

      Quarto elemento dei processi di informazione e di comunicazione e` il Soggetto recettore.

       Si e` gia` accennato alla interazione con il Soggetto promotore, poiche` spetta al promotore individuarne le caratteristiche al fine di ottenere la massima adesione da parte del recettore.

       Il primo fattore da considerare e` la specializzazione del pubblico (target) di riferimento. Piu` alta sara` la specializzazione e piu ristretto risultera` il numero dei recettori. Si trattera` di un gruppo specializzato, come la classe di una Scuola universi-taria di specializzazione o un Convegno di ricercatori scientifici. In questi casi dovranno essere utilizzati contenuti e mezzi adeguati agli approfondimenti delle materie trattate.

       Quando invece il pubblico sara` piu` generico e piu` ampio si rendera` opportuno semplificare i contenuti (processo di volgarizzazione) e servirsi di strumenti con cui il recettore abbia maggiore confidenza, per ampliare quanto possibile la capacita` di comprensione. Infine, qualora l’informazione sia diretta (campagna elettorale) ad una massa imponente di individui, altamente eterogenei tra loro, sara` necessario elaborare delle formule di contenuto (slogan), che possano facilmente essere recepite nel loro significato piu` immediato. 

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L’informazione scientifica in senso stretto 

     Ogni scienziato, ricercatore, studioso, docente è potenzialmente un soggetto promotore di informazione scientifica e lo sarà concretamente ogni qual volta redigerà il testo di una conferenza, un saggio, scriverà un libro o un articolo per una rivista specializzata, curerà l’organizzazione dell’archivio di un istituto di ricerca o la creazione di pagine web da pubblicare nel sito di una struttura universitaria.

     In tutte queste circostanze l’uomo di scienza creerà e pubblicherà qualcosa di nuovo, che sarà reso fruibile per altri specialisti e che andrà ad accrescere il patrimonio complessivo delle informazioni scientifiche disponibili, che nel passato era circoscritto a uno o più Paesi ed oggi è esteso all’intero ambito mondiale.

     La possibilità di produzione di informazione scientifica in senso stretto è legata a due presupposti:

a)      che vi sia un flusso continuo di ricerche, studi e in genere di attività scientifiche portato avanti da strutture e istituzione private e pubbliche, che assicurino il turn over delle risorse umane;

b)      che vengano destinati mezzi finanziari sufficienti e congrui da parte dei settori privati e pubblici, per il mantenimento dell’attività scientifica nel suo comples-so, ivi comprese le attività di supporto, come quella della informazione scientifica.

     A tal fine, normalmente, le più prestigiose istituzioni scientifiche pubblicano riviste specializzate o alimentano progetti editoriali con il precipuo scopo di rendere possibile la comunicazione dei risultati della propria attività.      In questi casi, il ritorno economico difficilmente copre i costi editoriali ed il finanziamento di dette attività va ad iscriversi direttamente tra le voci di spesa nel bilancio dell’Ente promotore.

     Non si tratta di prodotti editoriali che possono essere finanziati da sponsor o essere considerati veicolo di pubblicità commerciale, data la limitata diffusione legata all’alta specializzazione dei soggetti recettori.

     Analoghe considerazioni possono essere svolte per le conferenze, convegni, meeting, organizzati e patrocinati da strutture scientifiche, che ne dovranno sostenere poi l’onere finanziario.

     D’altro canto, scopi e obiettivi della ricerca scientifica, soprattutto per quella di base, non sono sempre compatibili con l’esigenze e le finalità del mondo economico-produttivo, ai fini della remunerazione a breve dei capitali impegnati. Tuttavia è auspicabile che nel complesso degli obiettivi di sviluppo mondiali, l’in-formazione scientifica in senso stretto trovi la considerazione che le compete e le  risorse finanziarie adeguate al ruolo di propulsione dell’intera conoscenza scientifica.

 

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La divulgazione scientifica 

    Al prorompente sviluppo degli strumenti di comunicazione di massa ha fatto proporzionalmente seguito lo sviluppo dei vari tipi di informazione specializzata, come quella economica, sportiva, culturale e, non ultima, quella scientifica. Presupposto, pertanto, della divulgazione scientifica è in generale l’utilizzo di mezzi di comunicazione quali la stampa quotidiana, i periodici, il cinema, la radio, la televisione ed ora, l’informazione on line.

     Si tratta di strumenti che non si rivolgono a pochi specialisti, ma ad un pubblico di migliaia e spesso di milioni di persone, ad un pubblico classificato genericamente in lettori, radioascoltatori, telespettatori, cybernauti. 

      In questi processi dell’informazione assume grande rilevanza il linguaggio che viene utilizzato e i contenuti che vengono trasmessi. Linguaggio e contenuti che debbono essere assolutamente coerenti con le capacità di comprensione dei soggetti recettori, affinchè la comunicazione possa considerarsi validamente realizzata.

     Normalmente i contenuti scientifici  non possono essere comunicati a persone impreparate su specifici termini e  problemi. Pur tuttavia esiste la necessità da parte del pubblico di essere informato su questioni e fatti  tecnico-scientifici che si ripercuotono sulla salute, sull’alimentazione, sull’ambiente, sulle nuove tecnologie, sulla produzione agricola e industriale, sull’istruzione e così via. Siamo di fronte ad una vasta gamma di interessi, che presuppongono gradi diversi di approfondimento.

     Ne nasce la questione nodale del come divulgare contenuti scientifici, di difficile comprensione, presso un pubblico necessariamente vasto, in modo che tali contenuti  vengano correttamente compresi.

     In questa prospettiva la divulgazione è stata definita “attività di mediazione”( tra mondo scientifico e pubblico) o “opera di volgarizzazione”, per rendere accessibili linguaggi e contenuti, altrimenti incomprensibili.

     In definitiva, la divulgazione scientifica va considerata come una tecnica che attraverso l’utilizzo dei linguaggi propri di ciascun mezzo della comunicazione, riesca con elementi di novità a legare i difficili contenuti della scienza agli interessi contingenti del pubblico, polarizzandone l’interesse. Due limiti sono posti alle estremità della gamma delle attività di divulgazione.  Il limite della impossibilità di veicolare un contenuto scientifico in senso stretto attraverso uno strumento destinato al grande pubblico (stampa, cinema, radio, televi-sione, ecc.) e l’opposto limite della eccessiva semplificazione (volgarizzazione) o banalizzazione del contenuto scientifico stesso (per esempio legandolo a fatti di moda contingenti), che fanno scadere la comunicazione scientifica tra le opinioni non degne di attenzione e considerazione.  Per quanto riguarda gli aspetti economici nel campo della divulgazione scientifica, in virtù del fatto che i temi trattati ineriscono al vivere quotidiano (consumi) e a rilevanti interessi commerciali e produttivi, le fonti di finanziamento dirette e indirette non mancano, come è ampiamente dimostrato dalla copiosità degli strumenti editoriali e dalla ricchezza della produzione cinematografica, televisiva e multimediale.  

 

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La didattica scientifica

     Tra le due categorie dell’informazione e della divulgazione scientifica, si colloca la didattica scientifica, che può essere riferita ora all’una ed ora all’altra di queste attività a seconda delle tipologie dei soggetti recettori.  Se il rigore scientifico ( esattezza e completezza delle informazioni) non può non essere alla base dell’insegnamento di ogni disciplina scientifica, è pur vero che, nei vari gradi dell’ordinamento scolastico, i docenti si trovano di fronte ad alunni non  an-cora specializzati sul piano della conoscenza e, soprattutto, sul piano del linguaggio. 

     Pertanto, dovrà essere utilizzato un procedimento di progressivo avvicinamento ai contenuti scientifici, basato su un metodo didattico che partanto da linguaggi più semplici e comprensibili, via via perverrà a quelli più complessi e specialistici. Oggi i metodi di semplificazione sono ampiamente sviluppati attraverso una serie di sussidi multimediali, che offrono una alta fruibilità. 

      Non vi è dubbio comunque che la didattica scientifica, come ogni altro ramo dell’insegnamento nei vari gradi, trovi il suo migliore sviluppo ogni qualvolta i contenuti della materia possano essere concretamente rapportati e confrontati nella realtà dell’esperienza.

 

                                                                                                         Alberto Graziani

   

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