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Silvia Daniele

 

 

Il Grande Fratello: i contenuti della realtà

e i contenuti della televisione

 

 

Saggi e Studi di Pubblicistica

ROMA 

©-Tutti i diritti riservati

 

La TV reality del «Grande Fratello» in Italia è andata in onda per la prima volta nell'anno 2000. Il format, basato sull'osservazione continua della quotidianità di concorrenti sconosciuti, rinchiusi in una casa e senza contatti con il mondo esterno, ha riscosso un grande successo ed ha catturato, in brevissimo tempo, l'attenzione dei media e dei telespettatori. Il programma, operando una sintesi tra diversi generi televisivi e articolandosi in talk show, riprese in diretta e soap-opera, assorbe varie forme di intrattenimento. L'appuntamento settimanale in prime-time vede, infatti, discutere la conduttrice e gli ospiti su qualsiasi argomento che, prendendo il via da fatti accaduti all'interno della casa, porta ad un confronto diretto tra gli spiati e gli “spioni”, durante il quale, gli ospiti, rendono pubblico il proprio punto di vista circa l'argomento in questione. Il tutto è finalizzato all'intrattenimento. Il fattore aggiunto, però, che si può attribuire a questa tipologia di format, è proprio quello di riuscire a trasformare, ponendo più l'accento sullo show, un'apparizione ordinaria in serialità nella quale gli ospiti in studio diventano protagonisti di una specie di fiction oltre al fatto di essere, insieme alla conduttrice, protagonisti dell'opinionismo. Inoltre, proprio come nelle soap-opera, è fisso l'appuntamento giornaliero, con cadenza, però, non solo nella fascia oraria diurna, cosiddetta di day-time, ma anche nella pre-serale e notturna. E, proprio come in tutte le soap, il focus è puntato sulle emozioni, sui forti intrecci sentimentali tra i vari personaggi dai vari risvolti che, a volte, sfiorano anche il drammatico. Il reality show, infatti, promette che nessuna emozione sfuggirà alla lente di ingrandimento del suo pubblico che, più sarà conquistato nei suoi stati emotivi, più confermerà la sua affezione e fedeltà, garantendogli una lunga presenza. Così, muovendosi tra due livelli paralleli, l'uno delle azioni visibili e dei fatti reali, l'altro dei sentimenti nascosti e delle opinioni sugli avvenimenti, gli spettatori prediligono focalizzarsi sulle emozioni  piuttosto che sulle azioni, con la tendenza a fare congetture sui sentimenti provati da ciascun personaggio con il duplice scopo: quello di riuscire a dare una spiegazione al suo comportamento e quello di poter motivare eventi altrimenti banali. Infatti, nel reality, proprio come nelle soap-opera, la tensione narrativa è caratterizzata dall'apparente contraddizione tra il fatto che «non succede granché» e il «restare in attesa con il fiato sospeso». Seguendo il programma dal satellite si può ben vedere che, in una giornata, sono veramente molte le ore in cui non accade niente di particolare e durante le quali i ragazzi, annoiati, si trovano a passare molto tempo sdraiati sul letto a dormire o a chiacchierare. Per far fronte a questo trascorrere lento del tempo, gli autori stimolano i personaggi all'azione proponendo loro prove, giochi e party che, oltre a movimentare la situazione, offrono spunto per pettegolezzi, liti e alleanze. Tutto diverso è, quindi, quello che gli spettatori si trovano di fronte nella striscia quotidiana e nel prime-time in cui, oltre ad essere mostrati i fatti più interessanti accaduti nella giornata, si può anche scoprire una parte del retroscena poiché, in queste occasioni, vengono resi pubblici anche i «confessionali» con tutte le confidenze, gli sfoghi, i pensieri non detti che i protagonisti svelano direttamente al Grande Fratello. Quello che gli autori, infatti, creano, è una narrazione artefatta: essi, tagliando e scartando determinati elementi, operano una selezione formale, un montaggio concentrato e dinamico, ricco di avvenimenti, colpi di scena, liti e amori funzionalmente ottimale per il medium di destinazione.

Realta' che diventa televisiva

L’appeal di questo reality è dovuto proprio al suo carattere globale: globale nella struttura, nella diffusione e anche nel successo. Con l'affacciarsi di questo nuovo genere, due universi che un tempo viaggiavano paralleli, quello del reale e quello della televisione, si sovrappongono perfettamente: i soggetti partecipanti sono consapevoli di essere attori della propria vita già vissuta. Niente più separazione tra sfera pubblica e privata, e questo già i nuovi media ce lo hanno da tempo proposto ma il reality ha qualcosa in più: lo spettacolo è composto da scena e retroscena. «Dallo schermo sempre acceso alle telecamere sempre accese la televisione ha cambiato il mondo. E il mondo trasformato dai suoi codici, leggi, modelli ha cambiato la TV. Lo spettacolo contagia. Lo spettacolo trasforma ciò che tocca e lo rende qualcosa che c'è e non c'è. Apparenza, intermittenza, facsimile. Ogni epoca ha sognato di raccontare la realtà. La televisione ce l'ha fatta rovesciando i termini dell'impresa. Ha reso televisiva la realtà». E così, abbandonata la dicotomia tra noto e ignoto, il reale diventa un film e la morte diventa un reality al fine di saziare l'incontenibile sete dei telespettatori di non perdersi nessun particolare della vita privata di una persona. Semplicemente per guardare, oppure per curiosare con occhio clinico, per divertirsi o per immedesimarsi in una copia, seppur sbiadita, di se stesso, per riuscire a prendere la giusta distanza da quello e da come non si vuole essere. La messa in scena del privato che caratterizza la TV degli ultimi vent'anni, porta questo mezzo a svolgere un'inedita funzione pedagogica: non più dedita all'istruzione del suo pubblico, ora, attraverso le esperienze altrui proposte, autentiche o presunte tali, la televisione opta per la divulgazione di esempi e consigli. Con l'avvento della neotelevisione e, ancor più nell'ultimo decennio, l'offerta è slittata verso una programmazione finalizzata all'intrattenimento leggero, basata sulla realtà e sulla partecipazione della gente comune. Questi programmi trattano la vita quotidiana come un palcoscenico e si fondano su continue e mutevoli rappresentazioni di identità attraverso un soggetto che, in prima persona, dichiara le proprie emozioni e sentimenti. In questo scenario, il fruitore, oltre ad essere coinvolto a livello interpretativo, lo è anche, e soprattutto, a livello identitario: si trova di fronte, li sullo schermo, un tempo popolato solo da persone con un particolare quid, delle persone comuni che non hanno niente di diverso da lui e, in quanto tali, sono, allo stesso modo, afflitte da insicurezze e preoccupazioni. Le stesse incertezze che caratterizzano la società attuale e generano, negli individui, un gran bisogno di sicurezza e di punti di riferimento.

Mix di pubblico e privato

I confini degli avvenimenti vengono spezzati e le situazioni si fondono : argomenti e momenti intimi divengono pubblici e in casa entra la sfera pubblica. Proprio così gli inquilini della casa di Cinecittà (ma non solo) sembrano dimenticare, dopo pochissimo tempo dall'inizio del gioco, di essere seguiti da telecamere e microfoni, mettendo a nudo, senza alcuna inibizione, la propria vita privata in tutti i suoi aspetti. A prima vista sembrerebbe un perfetto esempio di un ambiente riservato in cui un gruppo di persone condivide la propria vita privata in un'atmosfera familiare e domestica chiusa allo spazio pubblico. D'altro canto, quello spazio privato è di proprietà pubblica ventiquattrore al giorno e i suoi abitanti godono di un'attenzione costante e massiccia da parte del pubblico della televisione e di internet. A tal proposito, facendo riferimento al pensiero di Joshua Meyrowitz, sociologo statunitense e importantissimo ricercatore e teorico in campo massmediologico degli effetti provocati dai media elettronici sul comportamento sociale, si può ben vedere come, anche in questo caso, la Tv abbia eliminato i confini tra palcoscenico e retroscena rendendo visibili tutti gli angoli, prima tenuti in ombra, della società. Meyrowitz, infatti, seguendo le elaborazioni teoriche di Erving Goffman riesce ad andare oltre. Nasce così la visione di una società divisa in due grandi categorie: i  gruppi  di  audience ed i gruppi di performance. Il soggetto, la cui vita sociale è come una sorta di rappresentazione, una recita, si trova ad appartenere all'uno o all'altro gruppo a seconda delle situazioni. Per appartenere a quel gruppo, è necessario che ne conosca  e ne condivida segreti, il cosiddetto retroscena che, però, deve rimanere celato e nascosto. Sì, perché questo è lo spazio in cui il soggetto-attore si prepara alla rappresentazione pubblica: qui ci sono comportamenti che contraddicono il comportamento pubblico; proprio per questo motivo deve rimanere segreto e non deve essere scovato dal pubblico che deve essere partecipe e spettatore solamente di ciò che accade nello spazio scenico, quello della ribalta. La sceneggiatura è invisibile, anche gli autori sono chiamati ad essere invisibili e gli attori non ci sono; la distanza tra chi guarda e chi viene guardato si annulla, il pubblico guarda come se fosse dentro al televisore, trovandosi, inoltre, ad abitare uno spazio a lui molto familiare, quello spazio composto da camere, cucina, bagno, salotto e giardino. Lasciandosi alle spalle uno spettacolo costruito su battute, scherzi e rime, il formar qui preso in considerazione, si alimenta e si costruisce su porzioni di vissuto. Esso, come accade nei videogame, racconta, riproduce, semplifica e simula la realtà. Così Massimo Donelli, direttore di Canale 5, ha definito il Grande Fratello: «programma camaleontico, capace di attraversare darwinianamente la società italiana cogliendo, in ogni sua edizione, schegge rappresentative della realtà»

Sempre al passo con i tempi

La versione italiana del format ha attraversato dieci anni di storia italiana e ne ha rappresentato le evoluzioni e i mutamenti sociali. Proprio come un camaleonte, la "casa" cambia ogni anno "colore" e si adatta all'ambiente guardando la realtà con un campo visivo esteso a 360°. Un format che si trasforma e che segue quel processo di adattamento sia nel passaggio da fuori a dentro il territorio nel rispetto delle norme vigenti, sia all'interno del territorio nazionale stesso, adeguandosi ai suoi cambiamenti e progressi. Premesso ciò, come si può ben vedere, anche la casa intesa come struttura segue i tempi e si trasforma. Dal 2009 si responsabilizza verso l'ambiente e diventa una casa ecologica: materiali eco e bio-compatibili, per ridurre il consumo di risorse energetiche ed ambientali: mobili in legno naturale, moquette in fibra di cotone e pareti in Biopietra nel rispetto dei principi della Bio-Architettura. Sempre nel rispetto dell'ambiente viene imposta ai concorrenti la regola di seguire un atteggiamento corretto nei confronti dell'ecosistema nel rispetto dei principi della sostenibilità, svolgendo la raccolta differenziata della spazzatura per il riciclaggio. Un adattamento che passa dall'architettura al costume, alla tecnologia. Per quanto attiene ai concorrenti, se ai tempi del GF 1 , rappresentavano i ragazzi della porta accanto, ora gran parte di loro, di mestiere fa il modello o la ragazza immagine e dal punto di vista estetico, se nella prima edizione erano più o meno al «naturale», i ragazzi poco palestrati e le ragazze con poca o per nulla chirurgia estetica oggi, la maggior parte, entra nella casa che ha già iniziato quel percorso di ricerca di perfezione del corpo: fisici scolpiti e forme prorompenti, il tutto guarnito da piercing e tatuaggi che esprimono e rispecchiano una società basata sul vero culto dell'immagine.

                                                                   Silvia Daniele

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